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Percorsi tra i laghi del Nord Italia in moto: punti panoramici che pochi conoscono

Niccolò Viganòdi Niccolò Viganò· 19/08/2026 16:23
Percorsi tra i laghi del Nord Italia in moto: punti panoramici che pochi conoscono

Con l'arrivo della bella stagione, i motoclub del Nord Italia si preparano a esplorare itinerari sempre più ricercati tra i laghi prealpini. Negli ultimi mesi, grazie ai social network e ai forum dedati al touring, sono emerse destinazioni nascoste che vanno oltre i classici percorsi turistici. Le strade che collegano Como, Lecco, Iseo e Idro offrono curve tecniche, vedute spettacolari e punti di sosta ideali per fotografi e appassionati di motociclismo d'avventura. Questo articolo racconta i percorsi meno battuti che meritano una giornata in sella.

La Valle del Serchio e i laghi lecchesi

Partendo da Lecco, dove i motoclub locali organizzano regolarmente uscite di gruppo, la strada che risale verso Mandello del Lario offre uno spettacolo naturale raro. Qui il Lario crea una cornice perfetta per fotografie con l'action cam: le curve secche costeggianti il lago permettono di testare l'aderenza e di catturare prospettive uniche dalla piazzola di sosta di Punta Sparone.

Da Lecco, la deviazione verso la Provincia di Bergamo conduce a un sentiero di montagna poco segnalato che raggiunge i 900 metri di altitudine. Le temperature calano sensibilmente: l'abbigliamento termico diventa indispensabile anche in giugno. I panorami includono scorci sul Lago d'Iseo e sulla Pianura Padana, ideali per pausa fotografica con droni o fotocamere reflex.

Un navigatore GPS aggiornato è fondamentale in questa zona: le strade secondarie si intrecciano senza cartellonistica chiara, e affidarsi al telefono cellulare espone al rischio di perdita di segnale. I motoclub lecchesi consigliano il download offline delle mappe prima di partire.

Idro e il circuito delle tre vallate

Il Lago d'Idro rappresenta una gemma ancora sconosciuta ai grandi flussi turistici. La strada statale che lo costeggia da Vobarno a Idro perfeziona la tecnica in curva: oltre 30 tornanti in 15 chilometri, asfalto impeccabile e larghezze che permettono velocità moderate ma fluide. È il punto ideale per testare il comportamento di moto sportive o adventure.

Dalla riva orientale del lago, una deviazione verso le frazioni montane di Anfo conduce a un belvedere poco frequentato da cui si osserva l'intero bacino. Gli esperti di Geografia turistica sottolineano che questa area, geograficamente collocata tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, beneficia di microclimi che favoriscono la visibilità fino al tramonto.

La particolarità del percorso è la progressione dell'altitudine: si parte da 65 metri sul livello del mare e si raggiungono i 1.200 metri in meno di un'ora di guida, con curvone continue che ripagano la fatica con vedute sempre più affascinanti.

Da Como a Menaggio: il loop occidentale

Sul versante occidentale, il Lago di Como offre itinerari meno affollati rispetto alla famosa strada costiera. La provinciale che collega Como a Menaggio attraversando Torno e Nesso presenta curve tecniche intervallate da tratti a velocità sostenuta. Le gallerie scavate nella roccia nel XIX secolo aggiungono un elemento storico al percorso.

Da Menaggio, una strada panoramica sale verso Rezzola, dove un'area di parcheggio consente di fermarsi e documentare il viaggio con action cam. Le riprese realizzate dai motociclisti a questa quota mostrano il Lario in prospettiva aerea, ideale per contenuti destinati a canali YouTube specializzati.

Proseguendo verso Bellano, il tracciato raggiunge le Orridi, una cascata che interseca la carreggiata in un tratto suggestivo. La guida richiede attenzione per l'umidità della strada negli spazi prossimi al corso d'acqua.

Consigli pratici per il touring

Chi affronta questi itinerari dovrebbe munirsi di equipaggiamento adeguato: abbigliamento termico per le quote superiori ai 600 metri, anche in estate; occhiali specifici per la guida notturna qualora il rientro si prolunghi al tramonto; navigatore GPS con batteria esterna per autonomia estesa.

I tempi di percorrenza variano in base alla velocità e agli stop fotografici. Un giro completo tra i tre laghi richiede 6-8 ore di guida effettiva, più pause. È consigliabile partire all'alba per usufruire della migliore illuminazione durante le ore centrali.

L'usura dei pneumatici accelera su questi percorsi: l'alternanza di curve e rettilinei comporta stress laterale. La Frizione (fisica) tra gomma e asfalto umido (frequente al mattino presto) richiede velocità moderata nelle prime curve. I test condotti dai motoclub segnalano consumo superiore del 15% rispetto a una strada piatta.

Le benzinai sono distribuite frequentemente nelle cittadine costiere, ma le frazioni montane offrono servizi limitati. Controllare il livello del carburante prima di deviare dai tracciati principali è una prassi consolidata tra gli esperti di touring.

I laghi del Nord Italia rappresentano un'alternativa affascinante ai percorsi montani classici. Coniugano le sfide tecniche della guida con paesaggi che meritano tempo e dedizione fotografica. Chi desidera scoprire questi punti panoramici deve dotarsi di strumenti adeguati e pianificazione consapevole: la ricompensa sarà un'esperienza di motociclismo autentica e lontana dai circuiti turistici convenzionali.

Niccolò Viganò
Niccolò Viganò

Niccolò è cresciuto tra i motoclub lecchesi e partecipa a giri su strada e piccoli eventi, appassionato di touring e gadget hi-tech. Ha esperienza nell'uso di navigatori GPS, action cam da casco e abbigliamento termico, che mette alla prova durante lunghi viaggi.