Cesaronemoto.itPassione per le moto e accessori di qualità

Le migliori strade panoramiche della Toscana per motociclisti: un percorso tra borghi e curve perfette

Clara Bellisariodi Clara Bellisario· 16/08/2026 16:43
Le migliori strade panoramiche della Toscana per motociclisti: un percorso tra borghi e curve perfette

La Toscana è quel tipo di posto in cui accendi la moto e ti ritrovi, senza sforzo, in una cartolina. Colline che sembrano onde ferme, boschi che profumano di umido dopo l’alba, borghi che spuntano come boe sulla rotta. Se cerchi curve pulite, panorami larghi e soste golose, sei nel posto giusto. Ti porto sui miei tratti preferiti, quelli che ogni volta mi ricordano perché amo le sportive e perché, da quando ho iniziato a girare in pista, non ho mai smesso di testare guanti, stivali e protezioni con un occhio fisso alla sicurezza.

Prima di partire: clima, assetto e sicurezza

In Toscana il meteo cambia come l’umore a fine turno: in primavera e in autunno trovi l’asfalto migliore, mentre d’estate il caldo asciuga tutto ma il traffico aumenta. Parti presto, così ti ritagli strade libere e luce morbida per leggere bene l’inclinazione delle curve.

Controlla pressione gomme e sospensioni: un click in più di freno in compressione aiuta sulle staccate in discesa, ma non irrigidire troppo se il fondo è mosso. Se la tua moto ha controlli elettronici, ricordati che l’ABS è un paracadute utile sull’asfalto lucido dei cipressi ombreggianti, e che un traction control poco invasivo ti fa uscire pulito dalle S senza rubarti il sorriso.

Equipaggiamento? Guanti ventilati con nocche serie, stivali con buona suola per i ciottoli dei borghi, paraschiena che non ti faccia sudare il doppio. Io su queste strade ho provato protezioni nate per la pista: le curve “parlano” più chiare quando sai di essere coperto bene. E ricordati sempre il rispetto del Codice della strada: guidare pulito è come avere linee corrette in circuito, ti fa andare più lontano e con meno sorprese.

SR222 Chiantigiana: tra vigne e curve in cadenza

La Chiantigiana è un nastro che dalla zona di Firenze scende verso Siena in una sinfonia di curve ampie. Il bello? Alterna pieghe da seconda-terza a traversi più veloci, con panorami che ti distraggono se non ti imponi di guardare lontano.

  • Punto di partenza consigliato: Greve in Chianti, facile da raggiungere e già nel cuore del gioco.
  • Asfalto: in gran parte buono, con qualche giunta nei tratti tra i vigneti.
  • Traffico: medio nei weekend; meglio l’alba o il tardo pomeriggio feriale.
  • Soste: Castellina e Radda per un caffè e una foto con i cipressi in controluce.

Tip di guida: pensa alla Chiantigiana come a una pista cittadina lunga. Imposta traiettorie rotonde, frena dritto e lascia correre il mono in uscita. Evita i tagli ciecchi nelle curve a raggio variabile: spesso c’è un dosso che ti “morde” alla corda.

Val d’Orcia e Cassia SR2: onde di asfalto e borghi termali

Se vuoi la cartolina che diventa realtà, la Val d’Orcia è il tuo poster vivo. La Cassia SR2 è il filo che cuce San Quirico, Pienza e Bagno Vignoni. Qui il ritmo è ipnotico: curve medie, visuali larghissime, incastri di luce che cambiano a ogni collina.

  • Anello ideale: da San Quirico d’Orcia a Pienza, deviazione per Monticchiello, rientro sulla SR2 verso Bagno Vignoni.
  • Asfalto: generalmente liscio, con tratti esposti al vento che portano polvere; occhio dopo i trattori.
  • Stagione top: marzo-giugno e settembre-ottobre, quando i colori ti guidano come catarifrangenti naturali.
  • Carburante: fai il pieno a San Quirico o Buonconvento; nei borghi minori le pompe sono rare.

Tip di guida: usa la vista come un sensore anticipato. In Val d’Orcia leggere l’orizzonte ti fa impostare le pieghe con secondi d’anticipo. Funziona come quando prevedi la linea in pista guardando oltre il cordolo, non sul cordolo.

Appennino e Mugello: Futa e Raticosa per chi ama il ritmo

La SS65 della Futa e il valico della Raticosa sono il “tratto tecnico” del viaggio, quello da fare quando vuoi ballare con la moto. Dalle porte del Mugello sali tra faggete e tornanti con grip spesso sorprendente anche all’ombra.

  • Accesso comodo: da Barberino di Mugello sali verso la Futa, poi concatenazione con la Raticosa e rientro verso il lago di Bilancino.
  • Asfalto: alterna ottimo a buono; qualche rattoppo sui tornanti più stretti.
  • Traffico: ciclisti e appassionati la domenica; rispetta spazi e precedenze, la convivenza qui è sacra.
  • Meteo: in quota la temperatura cala; porta uno strato termico leggero anche d’estate.

Tip di guida: freni pronti, ma dolci. Nelle esse in contropendenza la moto vuole essere tenuta “alta” e sostenuta dal gas, come quando esci da una variante lenta in autodromo. Non strafare nelle pieghe cieche: l’ombra gioca scherzi, specie al mattino presto.

Volterra e la “Volterrana”: curve veloci e calanchi

Tra Colle di Val d’Elsa e Volterra trovi un terreno ideale per chi ama le pieghe ampie. La SR68 e le strade provinciali attorno offrono sequenze scorrevoli, con lunghi traversi che ti chiedono fiducia e posizione in sella pulita.

  • Tratto consigliato: Colle di Val d’Elsa – Volterra – Saline di Volterra, con deviazione verso i calanchi tra Montecatini Val di Cecina e Pomarance.
  • Asfalto: veloce, attenzione alla ghiaietta in uscita dai passi carrai.
  • Panorami: la luce del tardo pomeriggio disegna le colline; perfetta per una sosta foto a bordo strada in sicurezza.
  • Soste: Volterra per uno spuntino; occhio allo zig-zag dei turisti nei vicoli.

Tip di guida: rilassa le spalle e lascia scorrere. Qui il segreto è non “spezzare” la traiettoria: meno freno in piega, più gas progressivo. È come tenere un pennello lungo su una tela grande.

Soste, sapori e briefing finale

Una giornata ben fatta alterna guida e pause intelligenti. Non serve strafare i chilometri: meglio un anello curato con tre soste scelte che un tour infinito e stancante. Ricorda che la concentrazione cala come la pressione gomme a caldo: dopo 90-120 minuti, fermati e respira.

  • Greve in Chianti: perfetta per caffè e rifornimento pre-ride.
  • Pienza o Monticchiello: colpo d’occhio e panino con formaggio locale.
  • Passo della Futa: pausa breve, controlla catena e coperture.
  • Volterra: tramonto e briefing di fine giornata, magari con vista sui tetti.

Checklist veloce prima di spegnere: log di bordo mentale (cosa ti ha messo in difficoltà, cosa rifaresti), controllo usura gomme, eventuali vibrazioni nuove. Se giri spesso, annota pressioni e click sospensioni: quando ritrovi lo stesso tipo di asfalto, parti già con un assetto vicino al punto giusto.

Quando andare e come gestire il traffico

Primavera e autunno sono i momenti d’oro. Nei weekend estivi i flussi turistici si notano: gioca d’anticipo partendo all’alba o rientrando prima di pranzo. Se incontri colonne lente, prendila come un esercizio di pazienza: allenare la frizione modulata e la postura rilassata ti servirà anche sulle strade tecniche.

Infine, un promemoria da chi ama le sportive ma tiene alla pelle: guida difensiva, sguardo alto, sorpassi legali e margine sempre in tasca. La Toscana premia lo stile pulito. E con lo stile pulito, la moto risponde meglio, il casco resta fresco e il ricordo del giro dura più a lungo del profumo dei cipressi.

Clara Bellisario
Clara Bellisario

Clara ha iniziato a girare in pista da giovane e ama il mondo delle sportive. Ha testato guanti, stivali e protezioni in diverse competizioni amatoriali, condividendo sempre le migliori scoperte dedicate alla sicurezza. Gestisce anche un piccolo gruppo di motocicliste.