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Andare in moto sulle Alpi italiane: tre itinerari spettacolari poco noti ai turisti

Niccolò Viganòdi Niccolò Viganò· 29/08/2026 17:43
Andare in moto sulle Alpi italiane: tre itinerari spettacolari poco noti ai turisti

Con l’arrivo dell’estate, chi va in moto cerca curve scorrevoli lontano dalle colonne ai grandi valichi. Per questo proponiamo tre itinerari poco battuti sulle Alpi italiane: dove andare (Piemonte, Trentino e Friuli), quando farlo (tra giugno e ottobre), con quali accortezze e perché vale la pena (paesaggi, asfalti tecnici, tappe gustose). Percorsi verificati sul campo con navigatori, action cam e abbigliamento a strati, per un touring che unisce piacere di guida e sicurezza.

Perché adesso: meno folla, più qualità di guida

Negli ultimi mesi, i passi iconici hanno mostrato limiti di accesso e code a zig-zag. Le strade secondarie restano invece un laboratorio perfetto per chi vuole impostare traiettorie pulite, senza rinunciare a servizi e a soste panoramiche. Con gomme in ordine e un buon setup del Global Positioning System, si costruiscono anelli giornalieri da 140 a 200 km che regalano ore di guida vera.

Piemonte occitano: l’anello dei tre colli tra Sampeyre, Esischie e Fauniera

Chi: motociclisti esperti di montagna. Dove: vallate cuneesi tra Val Maira, Val Grana e Val Varaita. Quando: da fine giugno a inizio ottobre, meteo permettendo. Cosa aspettarsi: asfalto variabile, carreggiate strette, scenari d’alta quota.

Itinerario consigliato: partenza da Caraglio (CN) in Val Grana, salita al Santuario di San Magno a Castelmagno, quindi Colle Fauniera (2.481 m) con sosta al monumento a Pantani. Deviazione per Colle d’Esischie e discesa nel Vallone di Marmora in Val Maira; da Prazzo risalita al Colle di Sampeyre (2.284 m) e discesa in Val Varaita verso Sampeyre, chiudendo l’anello su Dronero e rientro a Caraglio.

Distanza indicativa: 180-200 km. Tempo di guida: 6-7 ore con soste. Highlights: la luce radente del mattino sul Fauniera, le pareti erbose dell’Esischie, i borghi occitani. Strada: tornanti serrati, asfalto talvolta rugoso o con detriti dopo temporali; prudenza in ombra e in quota.

Consiglio pratico: impostate waypoint intermedi sul navigatore per evitare ricalcoli aggressivi che vi riportano in fondovalle. In pausa, formaggi di alpeggio a Castelmagno e cucina tipica in Val Maira. Meglio serbatoio pieno a valle: i distributori non sono capillari.

Trentino segreto: la Menador e i forti dell’Alpe Cimbra

Chi: chi ama strade spettacolari ma tecniche. Dove: Valsugana, Alpe Cimbra e Altopiano di Vezzena. Quando: da tarda primavera a inizio autunno, con meteo stabile. Cosa aspettarsi: gallerie scavate nella roccia, balconi sul lago, storia bellica.

Itinerario consigliato: da Levico Terme si sale la SP133 “Menador” (detta Kaiserjägerstrasse) verso Passo di Vezzena, quindi anello per Lavarone, Forte Belvedere e Carbonare; rientro via Folgaria e Calliano, chiusura sulla SS47 in Valsugana.

Distanza indicativa: 140-160 km. Tempo di guida: 4-5 ore con soste. Highlights: le terrazze naturali affacciate sui laghi di Levico e Caldonazzo, i forti austroungarici, i boschi dell’altopiano. Strada: carreggiata stretta, curve a gomito e gallerie non illuminate; vietato distrarsi.

Consiglio pratico: visiera chiara e fari sempre accesi; se piove, attenzione alle foglie in ombra e alle giunzioni in galleria. Alcuni tratti possono avere limitazioni ai mezzi ingombranti: controllate gli avvisi provinciali prima di partire.

Friuli che sorprende: Sauris e Sella di Razzo

Chi: viaggiatori curiosi con passo regolare. Dove: Carnia, tra Tolmezzo, Ampezzo e gli altipiani di Sauris. Quando: estate piena; in primavera e autunno possibili chiusure temporanee dopo frane o nevicate tardive. Cosa aspettarsi: gallerie strette, ponti e tornanti scenografici, sapori forti.

Itinerario consigliato: da Tolmezzo a Villa Santina e Ampezzo, imboccate la SP73 verso Sauris con le celebri gallerie scavate nella roccia; sostate al Lago di Sauris e risalite a Sauris di Sopra, quindi scollinate a Sella di Razzo (1.739 m) e ridiscendete su Raveo per chiudere l’anello su Tolmezzo.

Distanza indicativa: 150-170 km. Tempo di guida: 5-6 ore con soste. Highlights: il blu lattiginoso del lago, le passerelle sospese, i pascoli alti di Razzo. Strada: mista, con asfalto buono alternato a tratti ruvidi; gallerie spesso buie e umide, attenzione al cambio luce-ombra.

Consiglio pratico: portate un secondo paio di guanti leggeri e uno strato termico: l’escursione può superare i 10 °C tra valle e sella. Sosta obbligata per speck e birra artigianale locale; acqua sempre a bordo, le fontane di paese aiutano a ricaricare.

Setup, tecnologia e sicurezza: il dettaglio che fa la differenza

Prima di partire, controllate pressione gomme, stato dei freni e livello catena; riducete il precarico se viaggiate da soli con bagagli leggeri. Una action cam sul casco o sulla carena cattura curve e luci di quota, ma non distragga: impostate i comandi prima di muovervi.

Navigatori e smartphone con mappe offline restano la bussola: create percorsi con waypoint fitti e salvate copia su cloud. Il Global Positioning System funziona bene anche in vallate strette, ma gallerie e pareti possono creare ritardi di segnale; per questo conviene stampare una scheda con tappe e numeri di emergenza.

Nei tratti stretti ricordate il rispetto del Codice della strada: velocità adeguata, sorpassi solo quando c’è piena visibilità, luci sempre accese. «Sulle strade di montagna la lettura dell’asfalto vale quanto la potenza del motore: osservate taglio delle scarpate, canalette e ombre degli alberi per anticipare grip e detriti», ricorda un istruttore di guida su strada e consulente per tour operator alpini.

Abbigliamento: casco integrale con visiera chiara, giacca ventilata con membrana antipioggia nello zaino, strato termico compatto e sovrapantaloni leggeri. In quota il vento può cambiare in minuti: meglio fermarsi a vestire che affrontare un passo infreddoliti. Un power bank da 10.000 mAh e cavo di scorta tengono in vita navigatori e interfono sulle giornate più lunghe.

Quando partire e come monitorare il meteo

Partite presto: le salite regalano luce morbida, meno traffico e temperature ideali per le gomme. Controllate i bollettini locali e gli avvisi di viabilità prima di ogni tappa; dopo temporali, pietrisco e rami sono frequenti nei tornanti all’ombra. Se le previsioni peggiorano, riducete l’itinerario ai tratti più esposti e privilegiate i fondovalle.

Con un po’ di pianificazione, questi tre giri offrono l’essenza del motociclismo alpino: tecnica, ritmo e silenzi d’alta quota. Strade vere, per chi ama guidare davvero.

Niccolò Viganò
Niccolò Viganò

Niccolò è cresciuto tra i motoclub lecchesi e partecipa a giri su strada e piccoli eventi, appassionato di touring e gadget hi-tech. Ha esperienza nell'uso di navigatori GPS, action cam da casco e abbigliamento termico, che mette alla prova durante lunghi viaggi.